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Conoscere il bambino con ritardo mentale

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Il primo progetto, realizzato nel periodo marzo - aprile 2009.


L’obiettivo, che il progetto rivolto ad educatori ed insegnanti “Conoscere il bambino con ritardo mentale” si prefigge, è quello di formare operatori che possano diventare risorse a sostegno della famiglia nel tempo extrascuola  o nel periodo estivo quando i servizi scolastici sono sospesi.
Negli anni la tipologia di famiglia si è cambiata e diversificata; madri sole non riescono  a coniugare la gestione dei figli e il lavoro, i tempi e i ritmi dello stesso, già stressanti di per se, vanno a incidere su certe situazioni familiari  logorate dalla presenza di situazioni problematiche e non per ultimo crediamo sia un diritto dei nostri figli, ma anche di noi genitori, quello di poter vivere situazioni al di fuori dell’ambito familiare con adulti di riferimento diversi dalla figura genitoriale.
 L’esperienza ci insegna che non è sempre facile individuare e trovare la disponibilità di personale competente ed esperto a cui “affidare” i nostri figli, abbiamo creduto utile la proposta di un percorso formativo per operatori ed educatori che allo stesso tempo ci ha fornito un elenco di persone disponibili a collaborare con noi .
Il corso ha avuto la durata di 4 incontri, 3 con la dott.ssa Emma Lamacchia neuropsichiatra infantile, 1 con la dott.ssa Rita Mari logopedista del servizio di Neuropsichiatria infantile del Asl di Carpi.
Gli incontri organizzati hanno approfondito e divulgato le ultime scoperte in campo scientifico riguardo le neuroscienze ponendo l’accento sull’importanza di ogni tipo di stimolazione, sia essa emotiva, sensoriale, musicale, e alle attività di vita quotidiana etc. per lo sviluppo cognitivo e relazionale del bambino fornendo cosi riscontro scientifico a tutto il lavoro che molti operatori negli anni hanno sempre svolto, ma allo stesso tempo incentivando e stimolando il lavoro futuro sui bambini.
Significativo e importante il messaggio di positività nella ricerca e valorizzazione delle competenze di ogni singolo bambino e soprattutto la sollecitazione ad una partecipazione attiva ed emotiva nella relazione fra adulto e bambino.
Interessanti gli esempi pratici di attività quotidiane, di relazione e comprensione e di modalità di interazione e gestione dei gruppi anche di situazioni molto gravi svolti all’interno del Centro gestito dalla dott.ssa Lamacchia.
L’associazione ha pensato di integrare il percorso formativo con l’intervento di un relatore che esponesse ai corsisti le varie possibilità di organizzarsi in cooperative o quant’altro per poter collaborare e dare un senso e un futuro all’iniziativa creando prospettive di lavoro.
Il riscontro avuto in tempi brevi dal corso è stato l’elaborazione di un progetto da parte di alcuni operatori. La proposta è quella di attività all’aperto e di pet-terapy per un gruppo di bambini; ma al di là dei riscontri oggettivi le persone operatori ed educatori con cui siamo entrati in contatto hanno manifestato l’entusiasmo e la volontà di vedere il loro lavoro in un modo diverso cercando di mettere in pratica i contenuti del corso.
Un pensiero sul bambino in difficoltà a 360 gradi.


Relazionefinale della dott.ssa Vandelli